DIARIO DI VIAGGIO
Data Stellare 7843.9 – Atterraggio su Brumavilla, Elderhaven, Galassia di Faydrith
Sono atterrato oggi a Brumavilla, una città nascosta tra le rocce porose di Elderhaven, il pianeta più enigmatico della galassia di Faydrith. Questa galassia è un’opera d’arte cosmica: nebulose dorate che brillano come gioielli contro un velo infinito di colori iridescenti. Qui il tempo sembra avere un ritmo diverso, più lento, come se il pianeta stesso volesse offrirti il lusso di assaporare ogni istante.
Nacho è rimasto sulla navicella, che ho parcheggiato – ebbene sì – in doppia fila. Gli ho spiegato che, nel caso, toccherà a lui spostarla. Lo so, è un cane, ma è anche il mio copilota più affidabile. Non sembra neanche preoccupato, anzi, sonnecchia nel sedile del pilota.
L’Allertometro, il mio fedele strumento di sopravvivenza, mi rassicura: aria respirabilissima, fresca come le montagne terrestri. Unico neo? Quando il sole tramonta e le due lune fanno capolino, i livelli di azoto salgono. Non è letale, ma abbastanza per camminare come se avessi appena svuotato una bottiglia di rum spaziale. Ho messo il filtro nello zaino… Non si sa mai, così evito di barcollare tra le viuzze medievali.
E sì, perché Brumavilla sembra uscita direttamente dal Medioevo terrestre, archi gotici, torri di pietra, e ponti che sembrano presi a prestito da un libro di favole. Anche gli sguardi della gente sono “medievali”: tutti mi fissano come se fossi un mostro.
Il pasto del giorno
Il primo assaggio culinario è stato alla locanda del posto, dove il piatto del giorno era uno stufato di stinco di Draco Ignifer, un drago onnivoro che si nutre di Thangorodrim, una pianta dalle cime infuocate. E niente, l’ho assaggiato. Non male, Lo stufato era straordinario: tenero, con una punta di piccantezza che si diffonde lentamente sul palato, proprio come il respiro di un drago. La linfa interna del Draco Ignifer è naturalmente speziata, un sapore che non somiglia a nulla di conosciuto sulla Terra… Anche se ora sento un po’ di fiamme dentro.
Il Barile Sbilenco
La serata l’ho chiusa a “Il Barile Sbilenco”, un pub scavato in una roccia che sembra pronto a crollarti in testa. È un posto accogliente, con un’atmosfera calda e soffusa e il barista, un goblin dal nome magnifico, Grumblekeg, mi ha accolto con un sorriso sdentato ma sincero.
Fortunatamente, grazie alla tecnologia, la comunicazione non è stata un problema: l’Allertometro si è occupato della traduzione in tempo reale, anche se devo ammettere che i loro gesti e i loro sorrisi erano più che sufficienti. Sono il primo “alieno” a visitare Brumavilla e Grumblekeg non si capacita di come io sia riuscito a viaggiare così lontano. A un certo punto mi ha chiesto com’è volare. Gli ho detto che gli avrei dato volentieri un passaggio sulla navicella… Se solo Nacho non fosse un po’ geloso degli estranei. Adoro posti come questi. Brumavilla è un piccolo gioiello nascosto in una galassia ancora tutta da scoprire.




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